- Gennaio 2026
- Dicembre 2025
- Giugno 2025
- Marzo 2025
- Gennaio 2025
- Dicembre 2024
- Ottobre 2024
- Settembre 2024
- Agosto 2024
- Luglio 2024
- Giugno 2024
- Maggio 2024
- Aprile 2024
- Marzo 2024
- Febbraio 2024
- Gennaio 2024
- Dicembre 2023
- Novembre 2023
- Agosto 2023
- Luglio 2023
- Giugno 2023
- Maggio 2023
- Marzo 2023
- Gennaio 2023
- Novembre 2022
- Aprile 2022
- Marzo 2022
- Febbraio 2022
- Gennaio 2022
- Novembre 2021
- Ottobre 2021
- Settembre 2021
- Agosto 2021
- Luglio 2021
- Maggio 2021
- Aprile 2021
- Marzo 2021
- Gennaio 2021
- Novembre 2020
- Ottobre 2020
- Settembre 2020
- Agosto 2020
- Aprile 2020
- Marzo 2020
Buon anno Napoli: per un Futuro più Verde, Solidale e Giusto”
In un tempo di passaggio, Napoli appare sospesa tra ciò che è e ciò che potrebbe diventare.
Questo è un augurio che è anche una richiesta di responsabilità: più verde, più solidarietà, più giustizia urbana.
Meno slogan, più scelte.
Napoli si stende sotto lo sguardo, creatura antica, ancora sospesa tra il peso della vita quotidiana e la possibilità del cambiamento.
Guardarla dall’alto è un esercizio di verità.
Ed è da qui che nasce questo augurio.
Non come rituale, ma come atto politico.
Auguro a Napoli di respirare.
Di diventare finalmente una città più verde, non per moda, ma per necessità.
Un verde pensato, governato, curato.
Un vero “piano del verde” come infrastruttura di salute pubblica, come scelta ecologica e sociale, non come ornamento.
Auguro a Napoli bellezza.
Ma non quella che si consuma in fretta, che diventa sfondo per fotografie distratte.
Auguro una bellezza gentile, quotidiana, riconoscibile nel modo in cui una città tratta i suoi spazi pubblici, i suoi quartieri, le persone che la abitano ogni giorno.
Auguro più solidarietà.
Quella silenziosa che tiene insieme i territori, che previene le fratture invece di rincorrere le emergenze.
Una solidarietà che non esclude, che non separa, che costruisce comunità.
E auguro più sicurezza,
ma senza cancelli.
Senza barriere fisiche o mentali.
Una sicurezza che nasce dalla cura degli spazi, dalla luce, dalla presenza, dalle relazioni.
Non dalla paura trasformata in progetto urbano.
Auguro una città più pulita, con meno smog e meno inquinamento, e quindi più giusta verso chi la vive.
Forse allora anche le classifiche della vivibilità smetteranno di sembrare un fastidio e torneranno a essere strumenti di lettura della realtà.
Auguro più viaggiatori e meno turisti.
E una politica capace di riconoscere questa differenza, di governarla, di scegliere quale città vuole essere.
Auguro coerenza.
Quella di Bagnoli, ad esempio, dove il temporaneo probabilmente diventerà permanente perché a Napoli le regate dureranno a lungo.
Coerenza tra parole, decisioni e visione.
Auguro un mare pulito, libero, accessibile.
Un mare che da San Giovanni a Bagnoli torni a essere bene comune e spazio pubblico, senza barriere visibili o invisibili.
Auguro strade restituite alle persone:
isole pedonali, piste ciclabili continue, trasporti pubblici efficienti, anche nelle ore in cui la città sembra fermarsi.
Perché una città che si muove è una città che include.
Auguro che l’Albergo dei Poveri non dimentichi i poveri.
Che accanto ai musei e alla cultura resti spazio per l’accoglienza, perché la memoria senza funzione è solo scenografia.
Auguro un’Amministrazione che scelga davvero la partecipazione.
Un bilancio chiaro e condiviso.
Dove sia evidente che, se le risorse non ci sono, è perché nessuno le ha messe, e che la politica torni a essere scelta, non alibi.
E mentre guardo Napoli dall’alto, il pensiero si allarga al Pianeta Terra.
Auguro che i cambiamenti climatici smettano di essere ignorati, che le ingiustizie smettano di sembrare inevitabili, che la pace torni a essere un obiettivo concreto e non una formula rituale.
È un tempo di passaggio.
Napoli è lì, ancora una volta davanti a sé stessa.
Napoli, ti auguro che tu possa diventare non solo la città più raccontata,
ma una delle più giuste.