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Alimentarsi in modo sano e rispettoso dell’ambiente
Alimentarsi in modo sano e rispettoso dell’ambiente, eliminando il consumo eccessivo di carne e di pesce, è oggi sempre più importante per contribuire a diminuire le emissioni di gas serra (metano e Co2), ed il consumo di acqua legato agli allevamenti intensivi. Una dieta prevalentemente vegetariana può rappresentare non solo una scelta etica e ambientale, ma anche un valido supporto alla salute individuale e collettiva.
Di seguito alcune indicazioni sullo stile di vita, ispirate all’osservazione dei meccanismi metabolici umani.
Il nostro metabolismo conserva molte caratteristiche quello dell’uomo primitivo: si mangiava quando si cacciava, quindi non sempre e sopratutto nelle ore di luce; il riposo iniziava con il buio. Oggi, al contrario, tendiamo a mangiare spesso, in orari disordinati e con un largo ricorso ad alimenti industriali altamente processati, formulati per aumentare l’appetibilità e il consumo.
Prima deduzione
Mangiamo più del necessario, con ritmi irregolari e cibi poco naturali.
Seconda deduzione
Deve guidarci la regola delle 3 Q:
1) Quanto cibo
2) Quando mangiare
3) Quale cibo
Quanto cibo
La quantità di cibo dovrebbe essere proporzionata al livello di attività fisica e allo stile di vita individuale.
Quando mangiare
Gli orari dei pasti possono adattarsi alla vita quotidiana, privilegiando però la prima colazione, che fornisce energia per l’inizio della giornata. Il pranzo integra ciò che non abbiamo introdotto a colazione. La cena, preferibilmente leggera, può favorire una migliore qualità del sonno; in alcuni casi può essere molto ridotta, se compatibile con le esigenze personali.
Quale cibo
Un’alimentazione prevalentemente vegetariana, con ridotto o nullo consumo di carne e pesce, può basarsi su:
• pasta e pane integrali
• verdure di stagione
• legumi
• olio extravergine di oliva
• uova
• latticini fermentati
• frutta fresca e frutta secca
privilegiando prodotti locali e di filiera corta.
Un intervallo di diguno notturno di 12 /14 ore può favorire i naturali processi di recupero metabolico dell’organismo ed il lavoro di fegato e intestino, che possono eliminare meglio le scorie mentre sono liberi da funzioni digestive.
Gli zuccheri semplici, se assunti in eccesso e al di fuori di un’attività sportiva intensa, andrebbero limitati: numerosi studi ne associano il consumo elevato a processi infiammatori cronici, che nel lungo periodo possono aumentare il rischio di diverse patologie.
Il latte vaccino, contenendo fattori di crescita utili allo sviluppo del vitello, può non essere indicato in soggetti che hanno avuto patologie oncologiche; nei soggetti sani può essere consumato con moderazione, preferendo in alternativa latti vegetali senza zuccheri aggiunti. Farina raffinata, eccesso di sale e zucchero rappresentano elementi tipici dell’alimentazione moderna che andrebbero ridotti, poiché associati a numerosi problemi di salute.
Per quanto riguarda l’alcol, è noto che il consumo di bevande alcoliche è associato a un aumento del rischio oncologico: il vino, pur culturalmente diffuso, non fa eccezione. I superalcolici, in particolare, dovrebbero essere evitati.
Nota importante
Le indicazioni riportate hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono prescrizioni mediche. Ogni scelta alimentare deve essere adattata alla condizione individuale. Prima di apportare cambiamenti significativi alla dieta o allo stile di vita è sempre consigliabile consultare il proprio medico curante.